Valeria. ho sempre le mani fredde. vivo di musica e poco altro.
due volte al mese prendo treni per tornare a casa. mi piacciono i cambi di stagione, la radio come la facciamo noi, i difetti di pronuncia, i libri di Pier Vittorio Tondelli, gli abbracci dopo i concerti, le canzoni gridate in faccia al mondo nel cuore della notte. mi piace perdere ore di sonno e andare all'estero per mangiare cibi strani.

è passata esattamente una settimana da quei duecentosessantatré chilometri percorsi per il motivo migliore che è la musica e che ripercorrerei ogni giorno anche solo per sentirsi cantare il Bel Canto negli occhi. che a Tonadico eravamo incredule quando abbiamo visto Fede sotto quel fascio di luce suonare l’acustica e Divi stravolgere le aspettative venendo proprio davanti a noi per nuotare sulle nostre teste.
ho dei ricordi poco chiari, ma l’abbiamo visto dimenarsi sotto palco, avvicinarsi, salire sulla postazione della sicurezza a pochi centimetri da noi. le braccia e le mani di chiunque cercavano un contatto con quel corpo e quella maglietta bianca e le nostre teste rivolte verso l’alto ad incrociare i suoi occhi blu senza fine che ti vedono con un’intensità indicibile e ti gridano ci meritiamo le stragi. io che cantavo e probabilmente confondevo parole per l’emotività in subbuglio,
 lui ci guardava e ci ha sussurrato occhio eh mentre saliva sulle transenne e non voleva farci male alle mani e ora questo corpo sta proprio davanti e sopra di noi e mi fa sbagliare i tempi verbali e noi ne teniamo le caviglie sotto quei pantaloni neri e le parole gridate e il sudore nonostante le temperature bassissime e che quando si butta mi colpisce in faccia, ma l’euforia era così grande che chi ha sentito qualcosa. poi dopo il concerto gli abbiamo detto che è stato bellissimo e lui ci ha riso sopra e quei ricci e quegli abbracci e quei sorrisi che se ne parlerà ancora per molto tempo.

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  1. tanteluciaccese posted this
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